sabato, 21 novembre 2009, ore 19:52
scarabocchiato da Comicomix in italia, umorismo, democrazia, attualità, berlusconi


E’ un po’ che non parliamo di Silvio Berlusconi. Siccome non vorremmo che si dispiacesse, oggi ci ricordiamo di lui.

Ha detto che lo stato di salute della coalizione che lo sostiene è solido. Tutto va bene, madama la marchesa. In effetti, che lui, Tremonti, Fini, Bossi, Gasparri e tutta la compagnia siano d’accordo su tutto (purché non si parli di politica) è evidente: dall’economia all’immigrazione, dalla giustizia alle riforme istituzionali, la maggioranza è coesa come raramente è accaduto. Forse solo quella di Prodi  della scorsa legislatura era messa meglio.

 

Di fronte alla perplessità dell’uditorio, che ha ricordato i numerosi recenti scivoloni della maggioranza in parlamento, soprattutto dove – alla camera dei deputati – ha una maggioranza piuttosto ampia, Silvio ha ricordato che “Noi qualche volta manchiamo al voto, ma semplicemente perché non siamo professionisti della politica né funzionari di partito. Siamo gente che lavora

 

In effetti, per rendersene conto basta guardare la faccia di Maurizio Gasparri, parlamentare dal 1992, Fabrizio Cicchitto, deputato dal 1976 e poi iscritto alla P2. E poi quella di Marcello Dell’Utri, pluricondannato con sentenze passate in giudicato e parlamentare dal 1996, o di Claudio Scajola, sindaco di Imperia nel 1982, costretto a dimettersi dopo poco per un’inchiesta giudiziaria a suo carico.

 

Potremmo continuare a lungo, ma ci fermiamo qui: noi siamo gente che lavora.

 

Buon tutto!


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venerdì, 20 novembre 2009, ore 23:48
scarabocchiato da Comicomix in italia, bambini, vita, scuola, attualità, giornalettismo


Dopo qualche mese di silenzio, è tornata alla ribalta la scuola. Ci è tornata per le manifestazioni di protesta degli studenti universitari e delle scuole superiori in tutta Italia in occasione della giornata internazionale di mobilitazione studentesca. E ci è tornata per l’approvazione  definitiva delle “disposizioni urgenti per garantire la continuità del servizio scolastico ed educativo per l’anno 2009-2010”, il Decreto legge Salva-precari.

Una norma che garantisce precedenza assoluta nelle graduatorie per supplenze brevi in assenza temporanea dei titolari per quei 15 mila precari che nel 2008 avevano un contratto annuale, e nel 2009 sono rimasti disoccupati per via della riduzione degli organici decisa con la “riforma” Gelmini. Una pezza a colori, decisa dopo le proteste che avevano accompagnato l’inizio dell’anno scolastico, quando si era reso evidente che dietro quegli 8,5 miliardi di euro di “risparmi” c’erano tagli consistenti a personale docente, cattedre, e conseguenti disagi per le famiglie italiane. Un pannicello caldo che non cambia lo “spirito” della “riforma” Gelmini.

Ma c’è un’altra storia, parallela, di cui si parla molto meno. Ed è l’effetto della “riforma” su quei bambini e ragazzi “diversamente abili” o se preferite disabili, o portatori di handicap. Sono poco meno di 180 mila nell’anno scolastico 2009-2010, 4 mila in più dell’anno scorso. Per loro, da quest’anno, “grazie” alla “riforma” ci sono però 500 insegnanti in meno. Questi tagli comportano una riduzione del numero di ore di affiancamento dell’insegnante di sostegno – che per molti è un vero e proprio dimezzamento – e la necessità di concentrare gli alunni “diversamente abili” in una classe.

Sembra nulla. Ma invece significa negare loro la possibilità di “integrarsi”, perché – magari con la scusa di “proteggerli” dalla confusione – vengono sempre più frequentemente messi in classe da soli, relegati lontano dai bambini “normali”. Significa negare loro la possibilità di apprendere, di “restare al passo” con gli altri. Per questo nei Tar si assommano i ricorsi di genitori disperati, che chiedono  – e spesso ottengono – il ripristino della situazione preesistente.

Il disegno, secondo molti operatori della scuola, è quello di ritornare ai bei tempi andati delle “scuole differenziali”. E pazienza se questo significa rialzare dei muri per questi cittadini e cittadine d’Italia, lasciarli tornare indietro, dentro quel mondo fatto di discriminazione e solitudine a cui la scuola e la società sarebbero chiamate a strapparli. In fondo, potrebbe rispondere qualche ministro con la parola più veloce del pensiero (sul genere di Giovanardi sul caso Cucchi), “a Sparta li buttavano giù da una rupe”. Ma  noi preferiamo quest’altra frase, di Don Lorenzo Milani: “Non c’è peggiore ingiustizia del dare cose uguali a persone che uguali non sono”.

L'articolo è stato originariamente pubblicato su Giornalettismo


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giovedì, 19 novembre 2009, ore 18:47
scarabocchiato da Comicomix in bambini, vita, alessandro, angelo, giornalettismo, neuroblastoma


Oggi, per la prima volta da quando è nato, cediamo lo SCrabocchio ad un amica, Lisa72, che ha pubblicato quest'articolo su Giornalettismo

Ci risiamo: tra poco più di un mese è Natale. Questo vuol dire che son qui a scrivervi perché voglio qualcosa da voi: cinque minuti del vostro tempo per finire di leggere il pezzo e infine un’opera di bene

Questa volta non sono da sola. Infatti con me ci sono cinque blogger che ho avuto il piacere di incontrare e che posso fregiarmi di chiamare amici: amici con i quali magari non sei sempre in accordo ma che al momento giusto sanno trovare il modo di darti una mano o che condividono le tue follie. Follie tipo quella di scrivere tutti assieme un libro: “C’era una volta… Il Regno di Ferro di Cavallo

“Nel Regno di Ferro di Cavallo, al maniero dei Comicomix è gran festa per la nascita del piccolo JuniorX. Il re MisterX e la regina LadyY, assieme alle principesse JollyViola e Nin@, ne han dato il lieto annuncio e la lieta novella ha travalicato i confini del regno giungendo fino alle lontane dimore degli ZiiWeb ( fate, streghe, folletti e maghi dai magici poteri della parola) che subito si son riuniti in Consesso per elargire i loro magici doni. “A te, piccolo nipotino, noi ZiiWeb ci apprestiamo a donare versi, paragrafi e strofe perché tu possa trascorrer lieti momenti ascoltando dalle voci di chi ami le parole che abbiam scritte per te. Ti auguriamo che possano aiutarti a coltivare la fantasia, il sorriso, l’amore e la voglia di sapere.”

UN LIBRO PER UN PICCOLO GESTO – Sì, noi 6 siamo gli ZiiWeb del piccolo junior, al secolo Angelo e il libro lo abbiamo scritto in occasione della sua nascita, un libello di fiabe, filastrocche e racconti senza grandi pretese letterarie, scritto con la speranza di far sorridere lui e tutta la sua splendida famiglia, sempre capace di regalare un sorriso nonostante la vita. I Comicomix fanno parte di quella cerchia di amici di cui scrivevo sopra anzi, forse ne sono il perno perché in realtà ci siamo trovati grazie ai loro scarabocchi e grazie al sorriso del loro splendido Alessandro che accoglie i lettori del loro Scarabocchio. Alessandro è il fratello più grande di Angelo, ma nessuno di noi lo ha potuto incontrare perché se lo è portato via quattro anni fa un tumore dell’infanzia che si chiama Neuroblastoma; una malattia che colpisce circa un bambino ogni mezz’ora nel mondo, e che rappresenta la prima causa di morte per i bambini di età inferiore ai 6 anni. Il 23 luglio 1993, 20 persone tra medici e genitori, fondano un’associazione: l’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma con l’obiettivo di riuscire a debellare questo male e i Comicomix sono affianco dell’Associazione in questa lotta però, come avete letto qui su Giornalettismo, anche la solidarietà risente della crisi e questo è il punto in cui vi chiediamo un’opera di bene. Un piccolo gesto.

IL WEB E LA BLOGSFERA POSSONO FARE QUALCOSA – L’ho scritto molte volte: a differenza di certi politici che vanno in tv a parlare senza conoscere l’argomento, noi siamo convinti, perché ne facciamo parte attiva e perché ne conosciamo diversi, che il mondo “virtuale” dei blogger non sia fatto tutto di delinquenti bensì di persone e come nel mondo al di qua dei monitor ci sono i cattivi e i buoni così nel web. A questi ultimi ci rivolgiamo chiedendo il loro appoggio per una iniziativa solidale che ci sta a cuore. Convinti che sia comunque, se non proprio obbligo, almeno responsabilità di ciascuno di noi fare quanto è in suo potere per rendere questo mondo il migliore possibile e seguendo l’idea che molti che fanno “poco” possono portare un buon risultato alla causa che promuovono.  E qui finiamo: il libello scritto per Angelo è stato rieditato e illustrato con i disegni realizzati dai Comicomix e in questa nuova veste noi ZiiWeb abbiamo deciso di pubblicarlo e venderlo devolvendo tutti i ricavi all’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma con la speranza di regalare qualche sorriso non solo a chi ci volesse leggere ma anche a chi potrà essere aiutato da questo piccolo gesto. Se avete voglia di darci una mano intanto vi lasciamo il link del blog creato per promuovere l’iniziativa e una data, la data ufficiale del lancio: il 25 novembre 2009.. e non è una data scelta a caso…

Scitto da Lisa72 e pubblicato originariamente su Giornalettismo

Vi chiediamo di condividere, di far sapere a più persone possibile di quest' iniziativa e di acquistare il libro. Regalerete un sorriso a tanti bambini che hanno tanto bisogno di sorridere.

Grazie!


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mercoledì, 18 novembre 2009, ore 00:17
scarabocchiato da Comicomix in pensieri, riflessioni, bambini, vita, attualità


Durante il vertice della Fao sulla fame nel mondo, Papa Benedetto XVI ha criticato i governi del mondo perché non destinano le risorse necessarie – che pure ci sarebbero – per risolvere questo problema, sperperandole in altre iniziative meno meritevoli. Difficile non essere d'accordo con sua Santità. Un po' meno semplice è passare dalle parole ai fatti. I governi infatti spesso destinano le risorse che potrebbero usare in modo diverso. Anche il governo italiano.

 

Infatti, con ii Decreto del presidente del Consiglio dei ministri n.121, Silvio Berlusconi ha ripartito per il 2009 i 43 milioni 969 mila 406 euro che gli italiani hanno destinato allo Stato in quota 8 per mille dell´Irpef. Il premier lo ha predisposto ai primi di settembre, proprio nei giorni caldi del caso Feltri-Boffo e delle tensioni Berlusconi-Cardinal Bertone. Basta sfogliarlo per scoprire che gran parte di quei soldi è finirà – Carramba che sorpresa! – a confraternite, monasteri, congregazioni e parrocchie Insomma alla Chiesa cattolica, che già riceve una buona parte dell'8 per mille in modo diretto. 

 

Per la fame nel mondo, è stata riservata nel decreto la straordinaria cifra di 814 mila euro. La cosa ha suscitato diverse perplessità persino nella commissione bilancio della camera. Il presidente Giancarlo Giorgetti della Lega nord ha detto che “la concentrazione non è opportuna: altri progetti non finanziati risultavano meritevoli di attenzione”.

 

Sanità, con tutto il rispetto:

Lo sapeva?

Se sì, si vergogna almeno un poco?

Se no, se la sente di restituire quei soldi a beneficio di chi muore di fame?

E che penserebbe di questa storia Gesù di Nazareth?

Buon tutto!


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lunedì, 16 novembre 2009, ore 18:53


Comunque vada, sarà un successo. Il risultato finale del vertice è già chiaro: non ci saranno i 44 miliardi di dollari all'anno che il direttore generale della Fao Jacques Diouf ha chiesto nei giorni scorsi, arrivando al simbolico sciopero della fame per 24 ore alla vigilia del vertice. Ci sarà invece una rinnovata presa di coscienza del problema, e l’impegno politico di dimezzare il numero degli affamati entro il 2015. I principi de L’Aquila diventano gli impegni di Roma. Si riafferma la necessità di investire in piani di sviluppo, di un maggiore coordinamento tra strategie nazionali, regionali e globali di rispondere all'emergenza alimentare immediata, ma preparando anche misure di sviluppo di medio-lungo termine per affrontare le cause di fondo di povertà e malnutrizione. Si riafferma l’impegno sostenuto e sostenibile da parte di tutti i partners ad investire nell'agricoltura e nella "food security" in maniera tempestiva e affidabile, con la messa a disposizione delle risorse necessarie nel quadro di piani e programmi biennali. Ma niente soldi, per favore: c’è la crisi.

 

Certo 44 miliardi di euro sembrano tanti. Ma rispetto ai 56.777 miliardi di dollari che rappresentano il valore del Pil mondiale sono appena lo 0,08%, come se ogni cittadino del mondo “regalasse”e 8 centesimi di euro ogni 100 di proprio guadagno. Una goccia nel mare. Praticamente niente. Eppure, anche quel niente viene negato a quel miliardo di persone che, sotto le nostre stesse stelle, popola la terra e soffre la fame. Non dev’essere cos’ importante, se Obama, Sarkozy e gli altri “grandi” della terra non si ono disturbati a venire. In fondo, la parata al best friend Silvio l’avevano già regalata al G8. Malgrado le promesse di far salire gli aiuti ai Paesi in via di sviluppo, tutto tace. L’Italia per una volta è ai vertici:  i fondi erano pochissimi nel 2007, e nel 2009 sono stati ta­gliati dell’85% circa rispetto al 2007. Dal governo si era parlato di un riallineamento, ossia un’iniezione di soldi per ripianare le discese. Non si vede all’orizzonte. E l’Italia non ha ancora pagato i 130 milioni di dollari, più altri 30, promessi da Berlusconi nel G8 dell’Aquila al fondo con­tro malaria, Aids, tubercolosi. Tutto mentre Gheddafi, che segnala la necessità di alimentare le risorse idriche in Senegal e nel lago Ciad, si è concesso una faraonica festa con 250 bellissime ra­gazze in spolverini di cache­mire e tailleur. Mentre Papa Benedetto XVI predica che “la Terra può nutrire tutti i suoi abitanti e bisogna dunque vincere la lotta alla fame e alla malnutrizione” e poi se ne va benedicendo. E mentre Berlusconi si diverte, raccontando barzellette anticomuniste e prendendo in giro il direttore della Fao e il suo amicone Gheddafi. E tutti ridono, e vivono felici e contenti. Magari maledicendo questi vertici utili solo a mandare il traffico in tilt

 

Intanto nel Burkina Faso, in Sudan, in Bangladesh, in Armenia, a milioni muoiono ogni anno. Senza vaccinazioni, senza acqua potabile, senza speranza.. Oggi più di 17mila bambini moriranno di fame, uno ogni cinque secondi, sei milioni all'anno. Bambini ai quali la malnutrizione fa cadere i capelli, perdere le unghie, talvolta anche il primo strato di pelle. Gente che come noi guarda le stelle brillare e poi muore in silenzio, dimenticata. Là dove crisi economica è una parola priva di senso. L’olocausto del terzo millennio continua. E noi mentre questi essere umani muoiono non solo siamo sordi, ciechi e muti, o voltiamo la testa da un'altra parte, ma ci divertiamo pure a prenderli in giro.


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domenica, 15 novembre 2009, ore 15:28


Sergio De Caprio, meglio conosciuto come capitano Ultimo, cioè l’uomo che arrestò Totò Riina, da qualche settimana è senza scorta, privo di tutele da parte dello Stato. Sulla sua incolumità ora vegliano 120 carabinieri del nucleo scorte di Palermo che, fuori dal servizio, con auto proprie e in borghese, quindi come privati cittadini, si sono messi a sua disposizione per proteggerlo. Il capitano Ultimo, il “cacciatore di mafiosi” è stato a lungo un eroe, quello che aveva avuto l'ardire di sbattere la faccia a terra a Totò Riina al momento dell'arresto, celebrato anche in una famosa fiction.. Poi, dopo qualche anno, il vento è cambiato e – come capita spesso in questo strano paese – si è ritrovato inquisito, solo, scaricato da tutti e trasferito al Noe, il Nucleo Operativo Ecologico.

 

L'ufficiale, poi assolto da ogni addebito, ha nel frattempo denunciato "condotte omissive e arbitrarie di uno o più appartenenti all’Arma dei carabinieri" accusandoli tra l’altro "di avere agito, direttamente o indirettamente, nell'interesse dell'associazione mafiosa e in particolare dell'area riconducibile al latitante Bernardo Provenzano". Storie oscure, in cui possibili contrasti legati a invidie personali si confondono tra sospetti ed accuse reciproche, in quella sottile linea di confine tra bene e male, giusto e sbagliato che chi si trova in prima linea contro la mafia rischia spesso di varcare. E’ storia recente poi l’emergere di fatti e deposizioni che fanno ipotizzare che l’arresto di Riina sia stato frutto non solo della capacità investigativa del Capitano e degli uomini del Crimor, il reparto speciale dei Ros comandato da De Caprio, ma che sia stato in qualche modo “pilotato”, come è stato più volte illustrato da Donato De Sena su Giornalettismo. E’ persino possibile che il capitano sia stato in qualche modo “usato” da alcuni burattinai. E’ una verità che forse non riusciremo mai a sapere

 

Ma resta il fatto che il capitano Ultimo è un simbolo. Il simbolo dello Stato che arresta la mafia, è l’uomo che ha catturato il “nemico pubblico numero uno”, il Totò Riina che aveva dichiarato guerra allo stato e fatto saltare in aria Falcone, Borsellino e le loro scorte. Tant’è vero che – trattativa o no – per lui Cosa nostra aveva deciso una “punizione esemplare”. Secondo i racconti di molti pentiti il capitano Ultimo andava sequestrato, torturato e poi assassinato, comunicando la sua esecuzione a tutta l'Italia. La vita di Sergio di Caprio è molto probabilmente in pericolo, vegliata solo da colleghi che lo stimano e lo ritengono ancora un eroe. Fino a prova contraria è un eroe: è anche al suo coraggio ed alla sua abilità che dobbiamo la cattura del Capo dei capi. Eppure, da qualche settimana, è privo di protezione da parte di quello Stato che, sempre fino a prova contraria, lui ha servito. Ed è questo Stato, che non ha protetto adeguatamente eroici magistrati e le loro scorte, che lascia senza protezione un simbolo della lotta alla mafia, contemporaneamente celebra in un tripudio di retorica gli eroici carabinieri e civili italiani morti nell’attentato di Nassirya. Anche loro caduti in nome di uno Stato più bravo a commemorare che a difendere.
Quest'articolo è stato rielaborato da un pezzo originariamente pubblicato su Giornalettismo

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